About Me

Il mio amico Max – dato che per questo sito ha praticamente fatto tutto da solo, dalla scelta delle foto al concept grafico fino alla pubblicazione – mi ha chiesto di preparare almeno 2 righe per  raccontare qualcosa di me.

Ci ho messo un po' perché scrivere mi piace, ma scrivere su di me un po' meno.

Fotografo da tantissimo tempo, ma tutto è relativo.
Quindi, per essere concreti, 30 anni circa.
Mia madre cercò di ostacolarmi a modo suo, nascondendo la chiave del bagno di casa con lo scopo di impedirmi di restarci chiuso dentro al buio, uscendone pallido dopo diverse ore… ecco che il lettore a questo punto sta pensando male… l'olezzo degli acidi e le foto appese un po' ovunque stavano rendendo quell'ambiente comune un luogo malsano ed inutilizzabile.

Col senno di poi credo di poter dire che si trattasse più che altro di curiosità, di voglia di sperimentare, di scattare e rivedere, di scattare e immobilizzare oggetti, strane composizioni e volti, volti, volti…

Di memorabile in quegli scatti resta la magia delle immagini che si componevano e prendevano una vita nuova davanti ai miei occhi, fino a sentirmene l'unico padrone, la testimonianza di carta che quanto successo davanti a me fosse vero.

Direi di arrivare rapidamente ad oggi ed anziché usare la bellissima (inflazionatissima!) frase "la foto più bella è quella che ancora non ho scattato", preferisco dire – è la vita che lo insegna – "la foto più bella è quella che ho scattato oggi"… eh sì, è così, perché altrimenti che l'avrei scattata a fare?

L'esordio è sempre duro, anche per i migliori, ma nel mio caso l'esordio non è ancora terminato. Per me oggi è molto più facile. Accedo ad una buona attrezzatura e posso viaggiare molto più lontano, ma ho imparato che le occasioni di scattare belle foto sono anche dietro l'angolo di casa nostra.

Oggi cerco emozioni, condite dalla passione che metto nel fare le cose che mi piacciono e cerco ancora volti, volti, volti…. Sono veri e propri regali quelli che ricevo quando qualcuno si lascia fotografare, sono pezzettini della loro vita preziosa che vanno ad arricchire la mia. È come se, dopo lo scatto, fossi chiamato a custodire questo frammento di vita degli altri che mi viene prima concesso e poi regalato. Fotografo anche perché inorridisco all'idea di dimenticare.
Ed anche per non smettere mai di guardare.

A cosa serve una grande profondità di campo se non c'è un'adeguata profondità di sentimento?
W. Eugene Smith